L’implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con altrettante radici sintetiche ancorate nell’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono anche fungere da supporto per una protesi completa (la cosiddetta dentiera). Occorre ricordare che l’utilizzo della soluzione implantare permette di conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio da colmare in quanto la protesizzazione degli impianti non coinvolge se non di rado anche i denti naturali.
Argomenti trattati:

  • OSTEOINTEGRAZIONE
  • COSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI
  • DIFFERENZA FRA TRAPIANTO ED IMPIANTO GRAFICO
  • BIOCOMPATIBILITÀ

Attualmente sono preferiti gli impianti in Titanio puro o in una lega di questo metallo e vediamo subito il perché.
Ricordiamo che quando nell’organismo è presente un corpo estraneo, si può verificare un processo di organizzazione oppure una reazione immunitaria (antigene-anticorpo). Quest’ultima, detta anche reazione di rigetto, si verifica quando nel corpo estraneo sono presenti delle proteine e non ha quindi luogo con materiali implantari in cui le proteine sono assenti. Il Titanio inoltre non provoca neppure reazioni da corpo estraneo, ma stabilisce con l’osso una connessione diretta che è alla base dell’osteointegrazione, pertanto il materiale implantare è un fattore importante nel raggiungimento dell’organizzazione tra tessuto osseo e impianto.

Talora tuttavia, in non più del 5% dei casi, per motivi che non sono sempre perfettamente noti e prevedibili, questo processo di connessione diretta tra osso ed impianto non si verifica per cui l’impianto non può sostenere la protesi e deve essere rimosso. Molte volte si forma un tessuto fibroso intorno all’impianto che è per l’appunto responsabile di una FIBROINTEGRAZIONE. Frequentemente, a discrezione dell’operatore, sarà possibile sostituire l’impianto andato perso con uno avente diametro maggiore e/o caratteristiche di superficie differenti.

Gli impianti in Titanio possono anche essere ricoperti con ceramica di idrossilapatite (ceramica di fosfato di calcio) la quale non è in grado di indurre alcuna formazione diretta di osso (osseoinduzione), ma può indurre dei processi di catabolisi (distruzione) che ne comportano la sostituzione con osso (osteoconduzione). Tale osteoconduzione (abbondante crescita ossea anche al di fuori del tessuto osseo) può essere osservata anche in presenza di altri materiali da impianto. L’unica differenza è che calcio e fosfati dell’idrossilapatite vanno a far parte del metabolismo del sistema scheletrico. Pertanto la stratificazione degli impianti in Titanio con ceramica di idrossilapatite ha lo scopo di combinare le proprietà meccaniche del titanio con l’elevata possibilità che si generi osso sulla superficie ceramica.

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